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the dust of others
Opening
17.09.2010, 7PM
Until 23-10-2010
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solo show "the dust of others"
2010
installation view

solo show "the dust of others"
2010
installation view

Four Spell Paintings
2010

solo show "the dust of others"
2010
installation view

Spell
2010
olio su tela
50 x 40 cm

Spell
2010
olio su tela
50 x 40 cm

Spell
2010
olio su tela
50 x 40 cm

sinistra: Untitled (model for how to split stones and ideals); destra: Untitled (From, If Mind Were All There Was)
2010, 2009/2010
cemento, escrementi di uccello
156 x 108 x 16 cm ciascuno

Composition with a Pagan Statue
2010
olio su lino montato su tavola, statuetta, lattina, piedistallo, stampa, fllo metallico, piuma
olio su lino montato su legno (27 x 39 cm), dimensioni variabili

Composition with a Pagan Statue
2010
olio su lino montato su legno, statuetta, lattina, piedistallo, stampa, fllo metallico, piuma
dimensioni variabili, particolare

Pagan Space
2010
olio su lino montato su tavola
42 x 33 cm

Pagan Space
2010
olio su lino montato su tavola
40 x 30 cm

Untitled
2010
6 interventi su giornale
45 x 26,5 cm ciascuno

Untitled
2010
6 interventi su giornale
45 x 26,5 cm ciascuno, particolare

Untitled
2010
DVD video
0'19''

“And there were these black eggs from which nothing good could come / out – but venom and acrimony – and this was his labor and adornments – cause / they were as stars that choose to be secretive by reverting their initial / gleaming – restoring an operating equilibrium. / And this only to apprentice him, which seemed bigger than nothing. / Then time was impeccable and the noise of thunder a crown of forms.”

Gilles Deleuze diceva che gli artisti riemergono da quello che vedono e sentono con gli occhi lacrimosi e i timpani perforati.

Cio’ che Victor Man percepisce è in costante trasformazione e dà vita ad un universo infinitamente esplorabile, dove dipinti e installazioni si originano vicendevolmente attraverso forme, livelli di percezione e chiavi di comprensione differenti. I punti di vista si moltiplicano concatenandosi: tutto emerge dalla coesistenza di un numero infinito di prospettive in cui l’oggetto è sezionato, riecheggiato ed amplificato, scompare e riemerge in superficie.
Ha così origine un universo peculiare, percorso da fantasie e tensioni interne, forse da paure, nascoste e violente; è la creazione di un mondo che incita alla percezione delle più piccole variazioni e ad uno sguardo sull’altrove.
Nel lavoro di Victor Man tutto vive, tutto esiste in quelle regioni oscure, in quei luoghi avvolti dal mistero dove incontriamo creature senza nome, paesaggi insospettabili, posizioni enigmatiche e violenze che sembrano dispiegarsi, sorgere e venire alla luce nel momento stesso in cui i nostri occhi si posano su di loro.

Il gruppo di lavori intitolato Pagan Space ruota intorno a Composition with a pagan statue, un assemblage che funziona come una sorta di altare, dove la statua è circondata da elementi di decorazione.
La statua dell’idolo è un oggetto trovato, che viene investito di un significato eccezionale attraverso l’impulso di un sogno – sogno visto come metafora del supremo medium di conoscenza.*
La lattina vuota di cibo per gatti che funge da piedistallo per la misteriosa figura nera ci riporta indirettamente ai bordi gialli del dipinto alle sue spalle, alludendo all’occhio di un gatto e alle sue visioni mentali: un mondo popolato da un inquietante bestiario (ispirato da un’illustrazione delle Légendes rustiques di Maurice Sand) in cui i gatti sono ritenuti dei testimoni.
Complementari a Pagan Space in mostra anche la serie intitolata Spells (una successione di sei dipinti monocromi e una raccolta di inserzioni di cartomanti trovate in un giornale locale romeno) ispirati a “l’imprevedibile risultato e follia” di Antonin Artaud. La geometria di queste strutture monocrome allude all’idea del gioco, evocando qui il concetto di mistero.

Interrogandosi sull’essenza stessa della conoscenza e sulle molte vie per avvicinarsi ad essa, the dust of others consente di esperire apparizioni, visioni mistiche ed enigmatiche ai margini dell’invisibile.

* L’etnologo e psicanalista Gorge Devereux riporta della credenza delle tribù Mojave, secondo cui i poteri sciamanici e la conoscenza del mito possono essere acquisiti solamente durante i sogni, altrimenti rimangono sterili
 


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