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Jorge Peris
Marte in Gaia e Cosimo
Opening
21.09.2007, 11AM
Until 20-10-2007
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solo show "Marte in Gaia e Cosimo"
2007
installation view

solo show "Marte in Gaia e Cosimo"
2007
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2007
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2007
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2007
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2007
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Da sempre affascinato e sedotto dallo spazio e dalle sue molteplici dimensioni - fisica, psicologica, fenomenologica - Jorge Peris esplora l’ambiente che ci circonda quasi si trattasse di un essere vivente, e ne indaga le mille possibilità di alterazione e metamorfosi. Attraverso interventi spesso violenti di trasformazione, aggressione, e corrosione al limite della distruzione, l’artista spagnolo sovverte le coordinate spaziali e dà vita a un campo alchemico dove lo spettatore si ritrova spiazzato e privo di punti di riferimento. Spesso nelle opere di Peris il luogo espositivo viene trasformato in un sito archeologico che riporta alla superficie le vite precedenti dello spazio, ma al contempo si spalanca su una sorta di memoria del futuro, quasi che l’artista immaginasse un cataclisma che riduca tutto in rovina.

Per la sua prima personale da ZERO…, Peris trasforma lo spazio della galleria in un luogo precario e instabile. Con due grandi compressori di 7 cavalli e mezzo, l’artista spara un violentissimo getto d’aria e sabbia contro le pareti della galleria, rimuovendo così lo stucco dai muri. Con la sabbia caduta a terra poi, l’artista continua l’azione di scorticamento dei muri, consumandoli con la stessa polvere prodotta dallo smembramento dello stucco. Sul terrazzo, due tubi conducono in cantina passando attraverso una piccola finestrella. Nell’ambiente sottostante - un mondo parallelo ma ugualmente infernale - il processo di cancellatura continua in modo quasi casuale. Ma niente in realtà è lasciato al caso: l’artista segue linee di forza e percorsi geometrici che, come regole imposte proprio al fine di essere infrante, gli permettono di dare un ordine al caos e allo stesso tempo di rinvigorirlo.

Intitolata Marte in Gaia e Cosimo - un omaggio al dio Marte, divinità della guerra e allo stesso tempo protettore per eccellenza - questa mostra segna anche l’ultima tappa del percorso espositivo della galleria ZERO…, prima del trasferimento nella nuova sede.

Quasi si trattasse di un ciclo vitale che avvicenda vita e morte, costruzione e distruzione, che si alternano in un eterno ritorno, l’intervento di Peris accelera le fasi di vita della galleria, sottolineandone così anche l’intrinseca fragilità. Quella immaginata da Peris è una temporalità alterata, soggetta a rapidi scatti e cambiamenti improvvisi – scultura come macchina del tempo: lo spazio sembra sottoposto a un processo atomico di accelerazione, in cui le particelle vengono sollecitate e la materia si dissolve per riapparire sotto altre sembianze. Lo spazio così perde di identità storica e si trasforma in uno strano prolungamento di se stesso, in cui il tempo è come sospeso in un istante congelato tra passato e futuro.
Spesso Peris lavora per sottrazione, innescando un processo vertiginoso di dislocazione così tipica del suo fare artistico. La violenza del suo gesto sembra quasi voler imitare l’energia delle leggi fisiche che controllano il cosmo. Peris tratta lo spazio che ci circonda come una metafora dell’organismo: lo stucco, come la pelle in un corpo umano, è solo lo strato protettivo superficiale, dietro cui si declinano infinite storie e tensioni emotive. E proprio come un corpo, lo spazio cambia, invecchia, viene alterato da agenti esterni, e può essere affetto da strane piaghe e infezioni improvvise.

Cecilia Alemani
 


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