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Is it the River?
Opening
01.04.2009, 7PM
Until 09-05-2009
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Echo
2009
XDCAM su Blu-ray
3’45''

Echo
2009
XDCAM su Blu-ray
3’45''

solo show "Is it the River?"
2009
installation view

Verinnerlichter Ort der Beschränkung
2009
ramo, stampelle, vestiti, scarpe
205 x 190 x 305 cm

Verinnerlichter Ort der Beschränkung
2009
ramo, stampelle, vestiti, scarpe
205 x 190 x 305 cm

O.T. (untitled)
2009
alluminio - firma (carattere: mistral), scope
194,5 x 250,5 x 64 cm

solo show "Is it the River?"
2009
installation view

HAAANS
2008/2009
stampa offset su carta incorniciata, pila di riviste
189 x 131 x 6 cm, 23 x 30 x19 cm

HAAANS
2008/2009
stampa offset su carta incorniciata, pila di riviste
189 x 131 x 6 cm, 23 x 30 x19 cm, particolare

solo show "Is it the River?"
2009
installation view

O.T. (untitled)
1976
carta, pennarello, inchiostro
21 x 29 cm

Vogeltränke (to cast one's mind back into mould)
1999/2009
bronzo, acqua
31 x 46 x 35 cm

Vogeltränke (to cast one's mind back into mould)
1999/2009
bronzo, acqua
31 x 46 x 35 cm

 

All’improvviso tra i cespugli si sente un rumore, che risuona nella palude desolata. Il silenzio, prima accompagnato solamente dal debole canto degli uccelli e dal quasi impercettibile picchiettio della pioggia, ora è rotto dal rumore di passi frettolosi. Qualcuno sta fuggendo. Solo per pochi secondi perde la strada, ed inciampa cadendo nel fango. Quel momento sembra durare un’eternità, il suono del suo inciampare e del rimescolarsi dell’acqua riempie l’aria. Ma, riacquistato il controllo, l’uomo continua la sua fuga, verso l’incertezza. Per quale motivo corre così in fretta senza neanche guardarsi alle spalle? Ci deve essere qualcosa, qualcuno che lo segue – ma, subito dopo, è ancora lui che si ode tra i cespugli. Cade e si rialza. Si perde del tutto, tra le apparizioni solo l’eco dei suoi passi.

 

“HAAANS”! – è forte la tentazione di urlare entrando nella scena; “HAAANS, fermati un momento! Qual è il problema?” Ma lui non parla. Continua a guardare avanti. Il suo volto è imperfetto: spazi vuoti, buchi. Il viso è composto da diverse parti, come se fosse riflesso in uno specchio rotto, un’immagine fatta a pezzi - come dopo l’impatto con un missile. “Mistral” dice la scritta sul missile che ha disperso i pezzi ai quattro venti. Oppure è stato il maestrale, il vento del nord? Si possono solamente fare delle congetture, perché quel viso assemblato sta ancora fissando di fronte a sé, in silenzio. Alcuni pezzi sono andati perduti? Le parti bianche sono come quelle piccole schegge che, ogni volta che si provano ad incollare i pezzi di una teiera rotta, mancano anche se i bordi dei cocci combaciano. Nessuno in giro a cui chiedere informazioni, solo degli indumenti che qualcuno ha lasciato appesi, ben ordinati, su un ramo. I vestiti sono abbastanza sporchi, a prima vista sembra che qualcuno si sia bagnato sotto una forte pioggia, oppure che sia caduto nel fango. Nessuna traccia del loro proprietario, anche se quella giacca e quei pantaloni sembrano stranamente famigliari…

 

L’eco dei tentati richiami di prima continua a girare nella testa, ma si affievolisce sempre più. Proprio come le piccole onde nell’oggetto a forma di testa che si trova a terra. Più precisamente, si tratta del calco di uno stampo della parte posteriore di una testa. La testa non è più lì, ma al suo posto c’è la superficie leggermente in movimento dell’acqua, che luccica nella vaschetta di bronzo. Sembra un bozzolo, abbandonato dal suo abitante una volta diventato troppo piccolo, troppo stretto. Un’evasione, una liberazione, un mezzo di fuga. La fuga nel bosco, dove all’improvviso tra i cespugli si sente un rumore, che risuona nella palude desolata. Il silenzio, prima accompagnato solamente dal debole canto degli uccelli e dal quasi impercettibile picchiettio della pioggia, ora è rotto dal rumore di passi frettolosi.


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