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Edgardo Aragón
Lucas Blalock
Eloise Hawser
Pilvi Takala
Invited by Alice Conconi and Antonio Scoccimarro
Of Love, Pain, and Passioned Revolt. (Then Farewell, My Beloved, 'til It's Freedom Day)
Opening
27.05.2013, 6PM
Until 26-07-2013
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Edgardo Aragón
Luz
2012
stampa digitale
91.44 x 63.5 cm

Lucas Blalock
Untitled (spray)
2011
C-print
53 x 43 cm

Eloise Hawser
Emsen
2011
metallo
dimensioni variabili (h 160 cm)

Eloise Hawser
Untitled (Lantern)
2011
poliuretano, carta

Micol Assaël
λ (15)
2012
smalto e inchiostro su carta
34,8 x 32 cm con cornice

Micol Assaël
λ (30)
2012
smalto e inchiostro su carta
34,8 x 32 cm con cornice

Michael E. Smith
Untitled
2012
felpa, colla
3 x 39 x 25 cm

Lucas Blalock
Athena's Fruit Dish
2012
C-print
29 x 37 cm

Pilvi Takala
Players
2010
video
7'50''

Pilvi Takala
Players
2010
video
7'50''

Edgardo Aragón
Matamoros
2009
video ad un canale, colore, suono
23'

Edgardo Aragón
Matamoros
2009
video ad un canale, colore, suono
23'

Michael E. Smith
Untitled
2012
sezioni di zucca
30 x 8 cm circa

Of Love, Pain, and Passioned Revolt.
(Then Farewell, My Beloved, ‘til It’s Freedom Day)

Edgardo Aragón, Micol Assaël, Lucas Blalock, Eloise Hawser, Michael E. Smith, Pilvi Takala. Su invito di Alice Conconi e Antonio Scoccimarro

opening: 27.05.2013, 7-9 pm
fino al 26.07.2013

La mostra si focalizza su idee e forme di resistenza, nei confronti di diverse tipologie di problematiche, stati o condizioni, siano esse politiche, sociali, economiche o esistenziali.

Edgardo Aragón (1985, vive e lavora a Oaxaca e a Mexico City).
Edgardo Aragón esplora la linea di confine dove si intersecano privato e pubblico,  sociale e politico.
Il video Matamoros si basa sulla ricostruzione del viaggio di Pedro Vásquez Reyes da Oaxaca a Matamoros ai tempi in cui trafficava droga con gli Stati Uniti negli anni Ottanta. La grandiosità del paesaggio e i sogni del protagonista contrastano con la rassegnazione per la prospettiva di una vita con poca speranza.
Luz è il ritratto di un giovane uomo che cammina in salita, con la testa coperta, guidato solo dalla luce del sole che lo indirizza e orienta.

Micol Assaël (1979, vive e lavora a Roma e in Grecia).
Come nella serie di disegni “Inner Disorder” (1999-2001), e “Malogavaritnaia Radioapparatura” (2001-2003), i disegni in mostra sono il risultato di una pratica quotidiana, il tentativo di definizione di una forma e del suo continuo e inarrestabile modificarsi nel tempo.
Nati a partire da una riflessione sulla luce, il titolo della nuova serie di disegni, “λ” (lambda), fa riferimento al simbolo che in fisica indica la lunghezza d’onda.

Lucas Blalock (1978, vive e lavora a Los Angeles).
Utilizzando la fotografia analogica successivamente sottoposta alle tecniche di postproduzione prese in prestito dal mondo della pubblicità, Lucas Blalock interroga e ripensa il mezzo fotografico e i suoi strumenti. Nelle sue opere i diversi livelli che compongono la realtà si sovrappongono e mutano, rivelando procedure e strategie originariamente concepite per rimanere invisibili, creando immagini immediatamente riconoscibili ma che allo stesso tempo portano in sé una natura ambigua e aliena.

Eloise Hawser (1985, vive e lavora a Londra).
Nella sua pratica, Eloise Hawser si interessa al modo in cui le cose sono prodotte, attingendo dall’ampia gamma di riferimenti, materiali e processi che disegnano la natura industriale della nostra società. Le sue sculture sono realizzate attraverso un elaborato processo di associazione e rielaborazione di materiali dalla natura spesso fragile, prodotti industriali e ready-made.

Michael E. Smith (1977, vive e lavora in New Hampshire, USA).
Le sculture di Michael E. Smith nascono dagli strumenti e dai materiali che circondano l’essere umano nel soddisfare i sui bisogni primari, nell’ambiente domestico nel quale vive. Privandoli della loro originaria funzione e violandoli nella forma, Smith crea dispositivi che portano le tracce della loro vita precedente e si manifestano come la parte residuale della società nella quale hanno vissuto.

Pilvi Takala (1981, vive e lavora ad Istanbul e ad Amsterdam).
Nel suo lavoro, che include performance e video, l’artista finlandese Pilvi Takala esamina come il nostro comportamento sociale sia influenzato da una serie di regole non scritte. I suoi interventi dalla natura politica, apparentemente innocui, offrono una visione controversa della fragilità del nostro ordine sociale. Players ritrae una comunità di sei giocatori professionisti di poker che vivono a Bangkok. Le regole che governano la loro comunità seguono la logica del gioco: usando la teoria della probabilità, alla base del gioco del poker, si assicurano che ciascuno di loro sia trattato con giustizia, e che il contributo di ciascuno alla vita della comunità sia equo.


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